Polistirolo, resistente al fuoco e all’umidità


Utilizzato in molti settori, dall’arredamento al settore alimentare, dall’edilizia a quello pubblicitario, il polistirolo rappresenta un prodotto ideale per la realizzazione di svariati prodotti, grazie ai numerosi vantaggi e alle caratteristiche intrinseche che possiede. Tra quest’ultime, due in particolare, rappresentano attributi fondamentali che l’hanno reso particolarmente adatto a un’ampia gamma di utilizzi in diverse forme: la resistenza al fuoco e all’umidità.

La resistenza al fuoco del polistirolo

Tra le caratteristiche del polistirolo, la resistenza al fuoco è una di quelle che lo rende idoneo a essere impiegato in tutti quei casi in cui è importante tenere sotto controllo l’infiammabilità dei materiali. Il materiale è, infatti, un idrocarburo composto da idrogeno e carbonio. La versione autoestinguente contiene un additivo che permette di ottenere un materiale a ritardata propagazione di fiamma (la classe E garantisce che l'EPS sia autoestinguente e quindi che, in caso d’incendio, non generi fiamma ma si consumi rammollendo).

La decomposizione inizia a circa 230-260°C, con emissione di vapori infiammabili, ma soltanto a 450-500°C si ha un’accensione. La successiva propagazione della fiamma avviene spontaneamente nell’EPS normale, se vi è sufficiente apporto di ossigeno, mentre nell’EPS a migliorato comportamento al fuoco (EPS/RF), ottenuto con opportuni additivi, la propagazione cessa al venire meno della causa di innesco.

Resistenza all’umidità

Oltre alla resistenza al fuoco, il polistirolo si caratterizza per un’altra importante proprietà: la permeabilità al vapore acqueo e l’impermeabilità all’acqua. Il polistirolo è infatti traspirante, ciò fa si che all’interno di edifici e ambienti isolati con EPS non si formino muffe, ma allo stesso tempo non permette il passaggio dell’acqua.

Un dato importante è quello della resistenza alla diffusione del vapore espresso come rapporto µ (adimensionale) fra lo spessore d’aria che offre la stessa resistenza al passaggio del vapore e lo spessore di materiale in questione. Per l’EPS il valore di µ è compreso entro limiti che vanno crescendo con la massa volumica, l’acqua quindi non scioglie l’EPS né attraversa le celle chiuse.



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